Un brivido freddo mi percorse la spina dorsale, mentre un leggero formicolio attanagliava la bocca dello stomaco. Sul soffitto la debole luce lunare traspariva dalle persiane, danzava sui muri disegnando forme sconnesse. Nel buio non si poteva percepire, ma ero rigida con gli occhi sgranati.
Un respiro profondo.
Alcuni minuti prima avevo sentito dei passi felpato, si avviavano verso la cucina. Una voce tremante scivolava tra le pareti, un timido sussurro, una confessione segreta dalla camera di mia sorella. La curiosità mi aveva spinto ad origigliare, giusto in tempo per cogliere il bisbiglio, non era mia sorella. Le parole erano mormorare, ma una mi arrivò chiara: "avvocato" subito seguita da "bambine".
Un cigolio proveniente dalle doghe del letto fu il mio campanello d'allarme, corsi fino alla mia camera e richiusi la porta. Stesa, incredula cercavo una connessione in ciò che avevo udito. Poi, tutto mi fu chiaro, la parola celata dai sussurri e bramata dalla mia curiosità era "Divorzio".
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